La „scuola“ di Mileto

LA “SCUOLA” DI MILETO

Il primo centro in cui sia stata attribuita una specifica attenzione ai problemi della filosofia si è formato a Mileto, cioè nella più importente colonia ionica dell’Asia Minore. Qui, fra la fine VII secolo e gli inizi del VI, è vissuto Talete, una leggendaria figura di scienziato, ingegnere e consulente politico, inserito fra Sette Sapienti insieme ad altri personaggi famosi, fra cui spicca il nome di Solone. Sempre a Mileto sono poi vissuti Anassimandro e Anassimene, probabilmente discepoli di Talete.

Talete (624-545 a. C. circa)  –  L’acqua come “principio” e “fondamento” della realtà

Aristotele considera Talete l’iniziatore della ricerca filosofica sull’arché, cioè sul principio originario che determina la nascita di tutte le cose e nel quale tutte ritornano, e gli attribuisce l’idea che esso sia constituito da una qualità materiale – l’acqua.

Non si conoscono le ragioni a sostengo di tale affermazione. Aristotele suppone che ciò sia dovuto alla constatazione che ogni cosa si nutre dell’umido e alla considerazione che l’acqua, essendo la fonte di ciò che è umido, ne constituisca anche il principio fondante.

Probablimente Talete ricavò l’indicazione dell’acqua come arché dall’osservazione diretta della natura, dove tutto ciò che è vivo sembra necessitare d’acqua per generarsi o semplicemente per continuare a vivere: il nutrimento dei viventi è umido, i semi che generano le piante sono umidi (come anche gli ovuli degli animali o il liquido amniotico dei mammiferi), l’acqua poi assume diversi stati, quello liquido, quello gassoso e quello solido. L’acqua è inoltre già presente nei miti come entita generatrice (ad esempio, Oceano dal quale tutto si genera, citato da Omero).

Anassimandro (610 – 547 a.C. circa)

A lui è stato attribuito il primo testo scritto in prosa.

Forse un discepolo di Talete, riflette sempre sulla stessa tematica, sulla ricerca dell’arché,ed amplia di molto l’orizzonte e la complessità della risposta: per Anassimandro l’archè è l’apeiron (cioè che non ha forma, l’indefinito, il non particolare).

Anassimandro replica affermando che il principio che genera la distanzione tra le cose non può essere qualcosa di definito, ma in realtà è il tutto indefinito, il tutto monteplice, ovvero il brodo primordiale in cui tutti gli elementi esistenti non hanno ancora trovato la loro forma – appunto l’apeiron.

Mentre  nel mondo sensibile il giorno, subentrando alle notte, dissolve la notte, e così, e un eterno gioco di dissolvimenti, la notte che subentra al giorno dissolve il giorno, lìapeiron è la dimensione eterna entro la quale tutti i contrari sono custoditi in attesa di essere richiamati nel mondo degli uomini, soggetti alla lege del tempo. Ecco come l’apeiron è il principio di tutte le cose, secondo Anassimandro.

Ma per Anassimandro, l’apeiron non genera le cose causalmente, egli parla infatti di governo dell’apeiron, non è dunque un qualcosa di cieco e insensibile, ma conoscente e vivo, intenzionale.

Anassimene (560 – 525 a.C. circa)

Della vita di Anassimene non si sa quasi nulla: solo che è stato, probabilmente, discepolo di Anassimandro e che è vissuto tra il 560 e il 525 a.C.

Il principio delle cose torna ad essere qualcosa di determinato, seppur infinito: l’aria, immensa, infinita e sempre in movimento. Era da intendere come un soffio vitale da cui deriva e in cui tutto si risolve. Sembra che Anassimene sostenesse che l’aria era il dio e che anche gli dei nascessero da essa. L’intero universo appare pervaso da questa natura mobile e infinita, proprio come noi stessi – dice filosofo – siamo tenuti insieme dall’anima, che è aria.

Il mutamento cosmico, l’incessante prodursi di trasformazionin qualitative a partire dagli inizi, viene da Anassimene attribuito ai due processi quantitativi della rarefazione e della condensazione della massa gassosa univerzale. Questa massa gassosa produce condensandosi gli elementi più pesanti (prima l’acqua, poi la terra) e, rarefacendosi, gli elementi più leggeri (in primo luogo il fuoco). Anassimene cerca, così, di spiegare il processo mediante il quale da un unico principio si produce la monteplicità infinita delle cose e lo fa elaborando un modello di spiegazione esclusivamente meccanico, in cui tutto dipende dalla materia ed dal movimento senza alcuna intenzionalità o finalità.

 

Le parole chiave

 

Principio

Il termine (in greco arché) è stato forse introdotto per primo Anassimandro. Con esso, i primi filosofi hanno voluto esprimere l’esigenza di ricondurre la molteplicità delle cose ad un elemento unitario, grazie a quale esse hanno avuto origine e continuano ad essere. È quindi anche principio supremo di spiegazione della realtà. Per il naturalisti è, allo stesso tempo, la materia che costituisce ogni cosa, la forza generatrice della realtà e la legge di funzionamento della realtà stessa.

 

Natura

Il termine natura (in greco phyisis) per i primi filosofi riguardava sia l’insieme della realtà, la sua considerazione come un tutto, sia un elemento materiale (ad esempio l’acqua o l’aria), che ne constituiva il fondamento e il principio di vita. Di conseguenza la natura era sia il principio della generazione di tutte le cose, sia ciò che è generato. A tale concetto di natura si legano sia una visione ilozoistica della materia (da hyle, cioè materia, e zoé, cioè vita), centrata su una realtà che ha in se stessa il principio animatore, di vita e di movimento, sia il persistere – in taluni filosofi naturalisti – di posizioni tipiche di una tradizione religiosa e “sapienziale”.

 

 

Advertisements

Entita e contenuto del concetto

ENTITA E CONTENUTO DEL CONCETTO

I concetti una volta formulati non restano per sempre  tali in base alle nuove caratteristiche che noi veniamo a conoscere. Tutti i concetti possono essere allargati e perfezionati, includendo le caratteristiche precedentemente ignote (sconosciute). D’altra parte, alcune caratteristiche possono essere tolte se arriviamo alla conclusione che esse non corrispondono alle caratteristiche dell’oggetto definito da tale concetto.

Se sappiamo che il concetto è il pensiero sulle caratteristiche rilevanti di ciò che pensiamo, allora il concetto di triangolo è il pensiero sulle caratteristiche rilevanti di un triangolo, il concetto di un Stato è il pensiero sulle caratteristiche rilevanti di un Stato…

Il triangolo – figura piana, circoscritta da tre lati che formano tre angoli. Se qualcosa è  definito come triangolo deve avere queste caratteristiche: (1) deve essere una figura geometrica e (2) deve avere tre lati.

Le caratteristiche di un concetto formano il suo contenuto. Il contenuto è l’insieme di tutte le proprietà (caratteristiche) importanti di un concetto.

Se guardiamo i lati di un triangolo sappiamo che possono essere diversi. Dunque esistono il triangolo equilatero, il triangolo isoscele e il triangolo rettangollo. Tutti quei concetti di triangoli diversi sono i concetti di specifici (libri di tutte le sorte, ogni sorta di gente…), il quanto il concetto di triangolo è  un concetto generico.

Per concetti generici si può dire che sono superiori ai propri concetti specifici, e per i concetti specifici diciamo che sono inferiori ai loro propri concetti generici.

Per concetti generici si può dire che includono i loro concetti specifici, e per concetti specifici diciamo che essi sono inclusi dal loro concetto generico, perché ne fanno parte.

I concetti inferiori, che fanno parte di un concetto superiore, formano o definiscono la sua entità.

L’entita è l’insieme di concetti semplici ovvero inferiori i quali sono inclusi nel concetto complesso ovvero superiore.

 

 

Il “raggiungimento” del concetto

 

Alcuni logici non fanno differenza tra l’entità e il “raggiungimento”.

Questa differenza va fatta perché l’insieme dei concetti semplici che vengono inclusi nel concetto non corrisponde all’insieme degli oggetti singoli a cui si riferisce.

La relazione (il rapporto) tra il concetto di genere e i loro concetti specifici: più grande è il contenuto, minore è l’entità, e viceversa  più il contenuto è minore, l’entita è maggiore.

Ciò significa che il contenuto e l’entità sono inversamente proporzionali.

L’origine storica della filosofia

L’ORIGINE STORICA DELLA FILOSOFIA

Se iniziamo dal nome – filosofia –  esso proviene dalla parola greca

philos – amico

phileo – amo, miro a cqs., cerco cqs. e sophia – la sapienza, il sapere, la saggeza

Pertanto possiamo dire che la filosofia è amore della conoscienza stessa o filosofia è amore per il sapere.

L’origine della filosofia è nell’antica grecia a cavallo del VII e del VI secolo a.C.

Il suo esordio è legato al polis. (il esordio/esordjo/ – pocetak)

La nascita della filosofia e della scienza in generale si basa sul logos, che diventa il primo rispeto al mito.

Nei dizionari grechi ci sono molte parole che definiscono logos come: il parlato, il pensiero, il ragionamento, la ragione umana (il razio) e quella divina, le legge ecc., ma il suo significato primario è il parlato.

Il mito come forma di spiegazione della realtà

Gli aspetti del linguagio arcaico si connettono alla presenza ed all’uso costante dei miti. Che cos’è un mito?

In sostanza è un racconto, una narrazione di vicende di cui sono protagonisti dei, semi-dei o eroi, con una sua logica e coerenza interne e una sua funzione. Al mito si riconosce la funzione di tendere a rafforzare la tradizione, in quanto molto spesso indica e descrive una realtà originaria o un evento straordinario con cui si giustificano – di fatto – le consuetudini e l’ordine sociale di una tribù, di un popolo e quindi si confermano i riti e i culti di quel quadro sociale.

Talvolta il mito cerca di fornire una spiegazione causale dei fenomeni naturali o di grandi eventi storici attraverso l’intervento di divinità o eroi.

La parola proviene dal greco mythos, cioè racconto, discorso, parola, leggenda, favola. È la narrazione, trasmessa dalla tradizione orale, di gesta compiute da figure divine o semi-divine ( o, talvolta, da antenati) o delle origini degli stessi dei (in tal caso è un mito “genealogico”). La mitologia non è solo un patrimonio di leggende tramandate oralmente, ma ha anche un forte significato simbolico e religioso, perchè nel mito si crede di cogliere l’essenza profonda e divina della realtà. È anche spiegazione causale di eventi naturali, giustificazione e legittimazione della tradizione etico-religiosa e politico-sociale.

Tutti trasmetano il mito cosi com’è senza cambiarlo o modificarlo.

Caratteri di religione greca

La religione greca ufficiale non è una reigione “rivelata”. Essa è il frutto di una lenta opera di sistemazione di una grande varietà di miti locali.

La religione rapresenta il sistema di fede con i riti con i quali si manifesta il raporto umano a Dio.

Dalla cristiana, specialmente nel medioevo si svilupa la teologia come disciplina del pensiero religioso, la quale si serve di filosofia per giustificare fondamentale dogmi religiose.

Filosofia si serve della regione, mentre la religione si serve della fede.

La fiosofia, dal canto suo, cerca di dare una spiegazione a tutto ma sempre servendosi della ragione, il che non significa che essa spieghi tutto, tuttavia porta ad un sapere che riguarda un pò di tutto.

L’Arte

In ciasquna delle definizioni l’arte è la creazione delle opere che non possiamo trovare nel mondo reale.

Nella antica grecia l’Arte fu imitazione (gr. Mimesis) della realta.

Oggi, invece, è il raporto più importante tra il creatore e il consumatore.

 

 

Che cosa è logica

Che cosa è logica

Nella vita quotidiana e nelle scienze specialmente quando si tratta di disaccordi, e discussioni (dibattiti), spesso viene messo in rilievo che ciò che si dice è logico, e all’interlocutore si rimproverà che nel suo ragionamento non c’è la logica.

Prima di diventare una scienza, la logica già esisteva nel pensiero umano come un insieme di regole di cui la gente si serviva in modo spontaneo senza pensarci (rifletterci) e  senza essere in grado di spiegarle teoricamente.

Lo possiamo vedere nelle regole grammaticali, quando il bambino imparando la lingua la acquisisce e la usa senza pensarci. Man mano che comincia a studiare le regole grammaticali a scuola, impara ciò che nel suo modo di parlare è corretto e scorretto.

 

La logica classica (o logica tradizionale), venne formulata da Aristotele. Egli studiò in particolare il sillogismo, definendolo come ragionamento in cui, poste determinate premesse formulate in forma di proposizione, segue necessariamente qualcosa di diverso da ciò che è stato posto. Con Aristotele, la logica divenne una disiplina a se, indipendente.

Aristotele fu primo ad elaborare e sistemare le leggi sull concetto di logica nell’ opera “Organon” (cioè “strumento”).

Per Aristotele la logica è la scienza che riguarda gli enunciati che possono essere veri o falsi. Si occupa della relazione di “conseguenza logica”, cioè analizza come nel ragionamento si può preservare la verità.

Se un ragionamento ha premesse vere ed è corretto, porterà a conclusioni vere.

Si tratta di una deduzione costituita da proposizioni che possono avere una delle quattro forme:                   1. “Tutti gli A sono B” (universale affermativa)

                        2. “Nessun A è un B” (universale negativa)

                        3. “Alcuni A sono B” (particolare affermativa)

                        4. “Alcuni A non sono B” (particolare negativa)

La parola logica proviene dal greco logos. Nei dizionari greci ci sono molte parole che definiscono logos come: il discorso, il pensiero, il ragionamento, la ragione umana (la ratio) e quella divina, le legge ecc., ma il suo significato primario è il discorso.

Oggi la logica si definisce come una branca della filosofia, una disciplina filosofica il cui oggetto di studio sono forme di pensiero valido (giusto, vero, corretto). La logica indaga i principi di validita del ragionamento e dell’argomentazione.

Esempio: Incontriamo per la strada un nostro amico. Lui sembra preoccupato e gli domandiamo:”A che cosa stai pensando”? Lui tira un sospiro e risponde: “La vita è difficile”. Lo guardiamo sorpresi, riflettiamo sul suo pensiero: “Sì, hai ragione, la vita è difficile”.

Lo stesso pensiero “La vita è difficile” e stato pensato due volte: una da lui, una da noi.

 

 

 

 

 

 

Altre discipline filosofiche

 

Ontologia (ònto- ente-essere) – parte della filosofia che studia l’essere in quanto chiede: che cosa è; in che modo è, che cosa è specifico per l’esistenza umana nei confronti della natura (rispetto alla natura)?

 

Epistemologia(episteme-conoscenza e logos-discorso) – la teoria filosofica dellaconoscenza in generale. Epistemologia indica lo studio dei fondamenti della natura, dei limiti e della validità del sapere scientifico.

 

 

Gnoseologia(gnosis, gnoseos – conoscenza) – parte della filosofia che si occupa della origini, del valore, della natura e dei limiti della facoltà umana di conoscere – teoria della conoscenza. Si occupa delle ricerche relative al conoscere; e se è possibile arrivare alle conseguenze vere di quello che oggettivamente esiste.

 

Etica – la morale (principi morali)

 

Estetica- si occupa del bello

 

La filosofia del giusto – si occupa di giustizia.

 

Antropologia (anthropos – uomo) – lo studio dell’uomo e delle comunità sociali. Ramo delle scienze naturali che studia l’origine dell’uomo e la sua posizione nello schema di classificazioni degli animali.

 

Il ragionamento – мишљење,просуђивање,закључак

Il pensiero – мисао

Esprimere – изразити           Spiegare – објаснити

Apprendere –прихватати, усвајати

Applicare – примењивати – Usare

L’enunciato/gli enunciati – искази

Godišnji plan rada filosofija

Годишњи план рад

школска година: 2012/2013

                                                  Наставни предмет:  Ф И Л О С О Ф И Ј А  разред:     ЧЕТВРТИ

НАСТАВНА ТЕМА

БРОЈ ЧАСОВА

ВРЕМЕ РЕАЛИЗАЦИЈЕ

обрада

утврђивање

остало

Одређење философије

3

1

Септембар

Античка философија

17

5

8

Септембар

Октобар

Новембар

Средњовековна философија

5

2

1

Децембар

Философија новог доба

17

6

7

Децембар

Јануар

Фебруар

Март

Савремена философија

12

4

8

Март

Април

Мај

 

Godišnji plan rada logika

Годишњи план радa

школска година: 2012/2013

Наставни предмет: логика     разред III

НАСТАВНА ТЕМА

БРОЈ ЧАСОВА

ВРЕМЕ РЕАЛИЗАЦИЈЕ

обрада

утврђивање

остало

Предмет   логике 2 1 1 Септембар
Проблеми   сазнања 3 1 1 Септем/октобар
Појам 3 1 1 октобар
Дефиниција   и класификација 3 2 1 новембар
Суд 4 2 Новем/децембар
Закључивање 10 4 6 Децембар,јануар,фебруар
Језик   научних теорија 1 1 1 март
Теоријска   припрема истраживања 2 1 1 март
Утврђивање   научних чињеница 3 1 април
Научно   објашњење 7 3 2 Април/мај
Логика   као филозофска дисциплина 2 1 јун